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Pala di Castelfranco

Giorgione

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pala giorgione

Qui ci troviamo di fronte alla pala d’altare di Giorgione datata 1503-1505.

Giorgione, conosciuto anche come Zorzo da Castelfranco, è uno dei pittori veneti la cui vita è avvolta da misteri e ipotesi. Le poche notizie certe, raccolte soprattutto dal grande libro “Le vite de' più eccellenti pittori, scultori e architettori” del pittore, architetto e storico dell'arte toscano Giorgio Vasari, ci rivelano che l’artista sia nato intorno al 1477 e morto nel 1510 a Venezia probabilmente a causa del morbo della peste. Giorgione si trasferì a Venezia intorno al 1504, ma poco prima di partire per il suo soggiorno la famiglia Costanzo, in particolare Tuzio, commissionò al giovane artista questa pala d’altare da esporre all’interno della loro cappella di famiglia in quello che oggi è il duomo di Castelfranco e che all’epoca era una chiesa romanica. Il condottiero commissionò quest’opera in occasione della morte del giovane figlio Matteo Costanzo, avvenuta a Ravenna durante la battaglia del Casentino come riporta la lastra tombale che si trova ai piedi della pala. Tuzio commissionò la pala anche per rassicurare il doge di Venezia che, dopo la deposizione della regina di Cipro Caterina Cornaro, era preoccupato che la famiglia Costanzo potesse avere legami con l'isola e rivendicare il potere, dato che a Cipro la famiglia era al servizio del re e marito di Caterina, Giacomo di Lusignano; la commissione quindi servì a dimostrare la fedeltà della famiglia alla Repubblica di Venezia, rassicurando il doge che non avrebbero cercato di tornare a Cipro ma sarebbero rimasti nel trevigiano. Questa pala è un dipinto olio su tavola lignea che raffigura una scena religiosa, in particolare una sacra conversazione. Al centro della scena c’è una Madonna col bambino Gesù seduta su un trono rialzato. Maria indossa una veste verde, bianca e rossa, colori che simboleggiano le tre virtù teologali, rispettivamente speranza, fede e carità e questa volge lo sguardo verso il basso, dove c’è il sarcofago di Matteo, al cui centro c’è un blasone parlante, lo stemma della famiglia Costanzo con sei costole. In primo piano troviamo a sinistra San Nicasio, guerriero siciliano rappresentato con l’armatura lucente e l'alto vessillo con una croce bianca in campo rosso dell'Ordine dei cavalieri di Malta, al quale appartenne oltre al santo anche il padre di Tuzio, Muzio Costanzo; e a destra San Francesco che viene rappresentato con il saio, le stigmate e il cordone a tre nodi, che simboleggiano i voti di povertà, castità e obbedienza. Le due figure poggiano su un pavimento decorato come una scacchiera e rappresentato in una prospettiva vista dal basso e, dietro a loro, se con l’occhio si scavalca questo parapetto cremisi, si riescono scorgere a sinistra un borgo fortificato ormai in rovina e a destra due soldati che hanno smesso di combattere e stanno parlando fra loro; con questi due personaggi l’artista voleva alludere alla pace. Il paesaggio, che è uno degli aspetti più caratteristici del dipinto e della pittura veneta in generale, viene trattato da Giorgione con estremo interesse. Invece ai piedi della pala c’è una lastra tombale, molto probabilmente scolpita da Giovan Giorgio Lascaris, che riporta un'iscrizione in latino che recita “a Matteo Costanzo di Cipro, di rara bellezza nel corpo e di insigne virtù nell’animo, strappato da prematura morte, il padre Tuzio, figlio di Muzio, pose con somma pietà all’amatissimo figlio, per aver ben compiuto il suo dovere di soldato nel mese di agosto 1504”. Tuttavia è strano, secondo le consuetudini dell’epoca, che non sia riportato il giorno esatto della morte di Matteo ma soltanto il mese e questo ha fatto pensare che l’artista Giovan Giorgio abbia fatto un errore durante l’incisione che rende quindi possibile una molteplice lettura della data di morte del condottiero e quindi anche della datazione della commissione dell’opera, che oscilla tra il 1500 e il 1507.

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Giorgione’s Altarpiece 

This altarpiece by Giorgione, created between 1503-1505, was commissioned by the Costanzo family to commemorate the death of Matteo Costanzo, who died in the Battle of Casentino. The artwork, displayed in the Cathedral of Castelfranco, serves to reassure the Doge of Venice of the family's loyalty, amidst concerns about their ties to Cyprus. The painting depicts a religious scene with the Madonna and Child at the center, surrounded by Saints Nicasio and Francis, with a detailed landscape symbolizing peace. At the base of the altarpiece is a tombstone dedicated to Matteo, though the lack of a specific death date has led to different interpretations regarding the dating of the work, which is believed to have been commissioned between 1500 and 1507.

PALA GIORGIONE _ english version
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